Vivere fuori Milano: risparmiare è una scelta costosa

Il costo opportunità che non calcoli: vivere fuori Milano fa risparmiare sul visibile e pagare l'invisibile. Vale per te e per la tua azienda.

Il costo opportunità è il valore della migliore alternativa a cui rinunci quando scegli. Vivere fuori Milano ti fa risparmiare sul conto della pizza, ma può costarti rete professionale, informazioni e occasioni di carriera. Il principio vale anche per le aziende: chi risparmia sul visibile finisce quasi sempre a pagare l'invisibile.

Facciamo un giochino. Quanto paghi una pizza?

Inizio io. Qualche settimana fa, nel mio paese di origine al Sud: 10 euro, pizza e Coca-Cola. L'altro giorno a Milano: 25 euro. Stessa cena.

Quando sono a quei tavoli e racconto il mio percorso, arrivano sempre le stesse frasi: "Milano è una follia", "costo della vita insostenibile", "fuggi finché puoi", "ma lì non c'è il mare", "le persone sono antipatiche". Se le hai sentite anche tu, questo pezzo parla con te.

Andiamo oltre lo scontrino e guardiamo i discorsi ai due tavoli. Al tavolo del paese: pettegolezzi su chi ha comprato casa e chi si è sistemato. Al tavolo di Milano: idee, progetti, opportunità. Il conto misura solo una delle due differenze. L'altra vale molto di più, e nessuno la calcola.

Premessa onesta: questo vale almeno per me. Il ragionamento però ha basi solide, e te le mostro.

I legami deboli valgono più di quindici euro

Pensa alle città come reti di persone. In un paese piccolo la rete è densa di legami forti: famiglia, amici d'infanzia, il giro di sempre. In una grande città la rete è densa di legami deboli: conoscenze casuali, amici di amici, persone nuove che ti stimolano di continuo.

Il sociologo Mark Granovetter, nel paper "The Strength of Weak Ties" (1973), ha mostrato che i legami deboli sono i veri ponti verso le informazioni nuove. Il motivo è semplice: le persone che conosci meno possiedono informazioni che tu non hai. Nella sua indagine, i lavori arrivavano più spesso dai contatti periferici che dal nucleo di famiglia e amici stretti.

Tradotto per le tue scelte di carriera: il networking professionale che conta non è quello con chi conosci da trent'anni. Sono i contatti esterni ad aprire opportunità non ridondanti. Questo, per inciso, è anche uno dei motivi per cui in un piccolo paese circolano meno idee nuove: la rete ricicla sempre le stesse informazioni, e le informazioni riciclate non producono occasioni fresche.

Cos'è il costo opportunità e perché il tuo cervello lo ignora?

Il costo opportunità è ciò a cui rinunci scegliendo un'alternativa: il valore della strada che non hai preso. Il tuo cervello lo ignora perché, come insegna l'economia comportamentale, sovrastima perdite e guadagni immediati e concreti (i 15 euro di differenza sulla pizza) e sottostima quelli futuri e astratti (idee, contatti, progetti).

Il risparmio, in più, è dopaminico. "Sono furbo." "Ho risparmiato." "A Milano mi sarebbe costata il doppio." Ogni scontrino leggero è una piccola scarica di piacere immediato.

Il ragionamento però è fallace: stai sovrastimando il prezzo della pizza e ignorando il costo opportunità sul lungo periodo. Quel risparmio che decanti lo paghi frequentando per anni una rete di soli legami forti, che non ti porta conoscenza nuova. La pizza a 10 euro rischia di essere il prodotto più caro che compri.

Le conversazioni ti costruiscono la realtà

C'è un secondo livello, più subdolo del conto. Peter Berger e Thomas Luckmann, in "The Social Construction of Reality", sostengono che la realtà non è oggettiva: la costruiamo con le conversazioni, trasformiamo le norme in fatti e le assorbiamo come verità.

Esempio pratico. Nel mio paese sento spesso: "Non conviene andarsene, fuori costa troppo". A Milano sento: "Come aumento la mia RAL, visto che il costo della vita è alto?". Due frasi, due parametri mentali opposti. La prima restringe le azioni possibili, la seconda le espande.

Pierre Bourdieu completa il quadro con l'habitus: l'insieme di gusti, linguaggio e senso del "normale" che il contesto ti cuce addosso, piano piano, senza che te ne accorga. Diventi ciò che il contesto ti offre. Che sia un paese di duemila abitanti o una metropoli, il meccanismo lavora comunque. Sta a te scegliere quale versione di "normale" vuoi assorbire.

Il conto che non vedrai mai

Siamo pessimi a valutare ciò che non accade. Si chiama counterfactual thinking: "e se fossi andato via?", "e se non avessi studiato fuori?". Il cervello fatica a pesare ciò che non visualizza, quindi immagina il futuro non accaduto in modo da sentirsi al riparo da ciò che ha evitato, mai da ciò che non ha afferrato.

Sarà sempre facile dire "menomale che sono rimasto, gli affitti sono raddoppiati". Molto più raro dire "se ci avessi creduto, oggi avrei più indipendenza". Il costo reale della scelta non lo saprai mai: proprio per questo va ragionato prima, da costo opportunità, non ricostruito dopo, da consolazione.

Chiarezza doverosa: Milano è solo l'esempio, il ragionamento vale per qualsiasi scelta di contesto. La domanda giusta rimane una: cosa voglio io, e qual è il contesto più adatto a ciò che voglio?

Ora il ribaltamento finale, perché questa storia riguarda anche la tua azienda. L'impresa che taglia la comunicazione fa esattamente il ragionamento della pizza: risparmia sul visibile, la voce di bilancio, e paga l'invisibile, cioè i clienti che non chiamano perché non la conoscono e i candidati bravi che mandano il CV altrove. Quel conto non arriva mai in contabilità, ma il cash flow lo sente eccome: la comunicazione fatta bene è la rete di legami deboli del tuo brand, il ponte verso opportunità che il passaparola di sempre non ti porterà mai. Ogni cliente che non ti conosce è un cliente che non puoi avere; ogni candidato bravo che non ti considera lo paghi due volte.

Pensa. Ragiona. La prossima volta che ti vanti di aver risparmiato, chiediti cosa hai comprato davvero.